2002: 100 anni SSAA - passato e futuro

Clara von Rappard, autoritratto, 1890

 

La SSAA nacque da una protesta. Una interminabile discussione pluriennale sull'ammissione delle artiste nella GSMBA, fondata nel 1865, ne provocò addirittura l'esclusione dalle « esposizioni nazionali ». Ferdinando Hodler, che fu per anni presidente della GSMBA, impedì con veemenza l'ammissione delle donne secondo il motto «mir wei kener Wyber!» ovvero « non vogliamo le donne ». Alcune  artiste combattive, guidate da Berthe Sandoz-Lassieur, di fronte a questa situazione decisero nel 1912 «di volare con le proprie ali» e fondarono la «Société romande des femmes peintres et sculpteurs». Furono in seguito create e fondate le sezioni di Ginevra, Neuchâtel, Berna, Basilea e Zurigo. Oggi, le artiste svizzere inoltrano esse stesse le domande di adesione alla società, la quale si fa garante delle pari opportunità nell'ambito artistico, in quello delle esposizioni e dei concorsi, ed in quello degli acquisti da parte delle collettività pubbliche e della presenza delle artiste in commissioni e giurie.

L'introduzione del voto alle donne nel 1973, obbligò la GSMBA ad accettare la presenza delle artiste. La SSAA continua ad esistere ed a sviluppare così attività di promozione ed esposizione a favore delle artiste. Raggiunti gli obiettivi per cui si è duramente lottato, dal 1996 la maggioranza del comitato direttore della SSAA si è battuta per la dissoluzione di quest'ultima, cercando di imporre la fusione con la GSMBA (oggi visarte). Le sezioni si sono opposte a tale tendenza e l'Assemblea generale del settembre 2000 ha finalmente deciso di mantenere la SSAA. Le esigenze di pari opportunità in ambito artistico e l'idea che « le donne incoraggiano le donne » convince sempre di più.